venerdì 11 ottobre 2024

La fase PRO più intensa...

Di solito si dice che la professione attenui la passione. Anche nel mio caso non fu un'eccezione questo detto, con una piccola ma sostanziale differenza: la passione non si è sopita, ha mutato direzione. Non nascondo che l'arredamento (propriamente detto) era già una mia passione, per cui la fotografia di arredamento mi prese totalmente.

E' un settore molto particolare: immaginate una pedana vuota, dove pian piano prende forma una stanza grezza fatta di pannelli di truciolare che poi vengono stuccati, sagomati e pitturati seguendo il progetto presentato di norma da un'architetto. E tu che hai cominciato questo mestiere appoggiando mattonelle di ceramica o parquet a terra, avvitando pannelli, sagomando finestre e soffitti conosci bene tutti quesi passaggi. E li segui come farebbe il geometra nel cantiere.

Poi arrivano i montatori del cliente che seguendo il disegno del proprio ufficio tecnico cominciano a montare i mobili: e tu conosci bene anche questa fase perché quando lo studio era “povero”, per i clienti dell'altro capo d'Italia che non mandavano operai, eri tu a montare le cucine, le camerette, i bagni...e quindi supervisioni il montaggio, controlli che tutto sia montato meglio che se fosse nell'appartamento del consumatore, perché la foto parla della qualità del mobile e la qualità si vede dai dettagli. Un'antina che “batte male”, una luce delle antine non omogenea, il piede di un tavolo non perpendicolare, un vetro montato al contrario, una maniglia leggermente storta...niente di questo può passare per raccontare la qualità.

E dopo tutto questo inizia il vero divertimento. Sei li che guardi e studi la forma della stanza, l'abbinamento dei colori, dei materiali: quanto vetro, quanto legno, che tipo di vetro e che tipo di legno; quanto metallo? Lucido, satinato o laccato? E mentre discuti con l'art buyer lo stile e lo styling dell'oggettistica che lei noleggerà ed acquisterà per arredare l'ambiente, gli allestitori dello studio vanno di rifinitura: inevitabili ritocchi alla vernice graffiata nel montaggio, qualche mattonella del rivestimento che si è scollata, i battiscopa e i decori se necessari...si montano finestre e porte e tutto è pronto per accendere la prima luce che è la più importante, quella che poi guiderà tutto.

E qui, permettetemi di essere un po' blasfemo, sei il dio della situazione: in quel momento decidi tu se è notte o se è giorno, che ora è, se c'è il sole o è nuvoloso...nulla è precluso alla tua fantasia e, se hai la fiducia del cliente, sei libero di fare ciò che vuoi. Perché il fotografo d'arredamento, per il cliente, è un po' come il parrucchiere per le donne: parti nella totale diffidenza perché secondo lui nessuno è capace di fare il suo prodotto bello come lui ritiene che sia. Se invece gli dimostri di farlo anche più bello di come lui lo immagina, lo hai conquistato per tutta la vita. E a meno che non gliela fai proprio grossa, si fiderà per sempre di te, ti lascerà fare e non ti lascerà più per tutta la vita...più o meno. Proprio come le donne col loro parrucchiere ;-)))

E dopo la prima luce vai con una batteria di altri apparecchi di tutte le potenze e dimensioni, dai 10.000 ai 300 W (quando si lavora in luce continua) con pannelli di tutti i materiali e di tutte le dimensioni. Dai polistiroli da 1mx1m ad enormi pareti di multistrato larghe 2,5 alte 5 metri.

E mentre l'art buyer allestisce la scena, tu la segui con la luce mettendo in evidenza le zone fondamentali che descrivono al meglio il soggetto e che lei sottolinea creando composizioni con l'oggettistica. Una foto di arredamento è un concentrato di molti, a volte decine di still life.

Alla fine nella scena puoi aver messo anche una ventina di punti luce di diverse potenze e caratteristiche a seconda del soggetto da illuminare. E la bravura sta nel mescolare bene tutto quanto per far percepire tutto come illuminato da un'unica sorgente di luce, come accade normalmente nelle nostre case, mantenendo un'atmosfera che deve colpire l'osservatore e fargli aver voglia di osservare quella foto, di fargli venire voglia di abitare proprio lì, in quell'ambiente che 2 giorni prima non esisteva e 1 giorno dopo, con l'esatta progressione contraria di come è nata, non esisterà più se non in un “pezzo di plastica”,fino a qualche anno fa, in una interminabile serie di “numeri”, sempre più spesso oggi. Via tutto e si ricomincia da capo, con un nuovo disegno, nuovi mobili, nuovi oggetti e nuove luci.

Questo è quello che dal 1990 al 1999 è stato il mio “pane quotidiano”, sempre uguale ma sempre diverso, ogni volta una diversa sfida, ogni volta un problema da risolvere solo con la tua esperienza o per accumulare esperienza.

E dal 90 al 99, foto dopo foto, lo studio perdeva soci (Paolo uscì, come desiderava, un anno dopo; Franco per contrasti se ne andò nel 94), ma cresceva in attrezzature, strutture e dipendenti: la Sinar 13x18 del 90 era stata affiancata da 2 sorelle, il parco ottiche andava dal 75 al 360 con focali as intervalli di 20mm anche doppie per lavorare su più set contemporaneamente, visto che nel frattempo, altre alla già citata art-buyer dipendente (affiancata all'occorrenza da qualche free-lance) erano arrivati anche 2 allestitori di ruolo e un assistente, poi secondo fotografo, al quale si aggiungeva spesso Paolo che continuava a collaborare con noi nei periodi di maggior impegno. E per far fronte a tutto questo, i 10 punti luce del 90 erano ormai diventati più di 70 e i 500 mq iniziali si apprestavano a diventare 800.

Questo lasciai nel 99 quando, un po' invidioso del tempo libero che aveva Paolo (che io mi sognavo passando in studio mediamente 12 ore al giorno, spesso anche il sabato e la domenica), decisi di seguirlo...non solo metaforicamente, uscendo anche io dalla società ma anche fisicamente, iniziando a collaborare con lui nella fase “zingaresca” della mia professione che cominciò l'1/1/99 e continua tuttora...ma questa è un'altra storia...e ve la racconterò prossimamente ;-)


...allestimento in corso...avanzato

...risultato finale...uno dei tanti...

...scatto per copertina catalogo cappe aspiranti per cucina...

...arredamenti "finiti"...





...ufficio con animato

1 commento:

  1. sei un grande Luca. mi sto appassionando a questo tipo di fotografia solo leggendo la tua storia. continua così... è veramente interessante e poi scrivi in maniera davvero bella

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Ogni commento è gradito...grazie per averlo lasciato ;-)
Luca