E in questi casi penso sempre a quelli che "Che lavoro fai, il fotografo? Beato te...basta che fai clic..."
Sarò breve...o almeno cercherò di esserlo...
3 clienti mi chiedono di realizzare un servizio all'interno dei loro stands ad Eurocucina al Salone del Mobile di Milano. Come da prassi faccio richiedere i permessi per il da farsi, indicando come orario dalle 18 (chiusura fiera) alle 24 (e già mi aspettavo che non fosse accordato, visto che in precedenza alle 22,30 chiudevano baracca e burattini).
Nel frattempo coinvolgo altri 3 colleghi, conscio del poco tempo a disposizione, visto che per ogni cliente c'erano da fare 3 cucine in "forma catalogo". I clienti ricevono i fax di conferma dei permessi ma, come mi aspettavo, vengono concessi a tutti e 3 (badate bene) fino alle 23.
Saltiamo al 15, giorno precedente l'inaugurazione e, quindi, del servizio da realizzare.
Arrivo a Milano e nel pomeriggio mi reco in fiera per ritirare gli originali dei permessi e sbrigare tutta la burocrazia per l'ingresso delle nostre auto fino ai padiglioni, e già qui comincia il rimbalzo da un ufficio all'altro del Centro Servizi Cosmit prima di trovare quello che aveva gli originali dei permessi e mi sento chiedere:
- "Ma il permesso per la forza motrice ce l'ha?"
- e io..."Scusi, ma questo cos'è?"
"Il permesso per fare il servizio fotografico, ma alle 18,30 la fiera chiude portoni e stacca la corrente"...
"E secondo lei io le foto senza la corrente come le faccio?!!?"
"Vada al SATE dei padiglioni 22-24"
Dopo essermi già fatto a piedi mezza fiera (che è grande più o meno come Lampedusa), riparto e mi faccio l'altra metà per trovare il benedetto SATE e ne approfitto per passare all'interno dei padiglioni per incontrare l'architetto che mi spiega il lavoro che gli occorre.
Giunto quindi al Sate mi fanno i permessi per l'ingresso auto e, mentre sto uscendo, la gentile signora mi richiama e mi fa "Ma il permesso per la forza motrice ce l'ha?" potete immaginare la mia faccia e le mie braccia (e non solo) cadere e rotolare al suolo? Mostro alla gentil signora la risma di fogli che mi aveva precedentemente rilasciato il Centro Servizi Cosmit e lei mi assicura che con quelli sono a posto!!!
A quel punto, dopo quasi 4 ore, posso rilassarmi al bar lì di fianco e ordinare il sacrificio del capretto più bello e grasso (ovviamente figurativo, visto che tendo quasi al vegetariano) per festeggiare l'evento.
Tralasciamo l'ora e mezza di coda per fare i 15 km che separano la fiera dal mio punto di appoggio, tralasciamo anche l'ora e mezza che il giorno dopo ho fatto per andare in stazione centrale a prendere il mio collega Maurizio che arrivava in treno e l'ora per andare dalla stazione alla fiera e andiamo direttamente alla porta CARGO 1 alle 16 e, finalmente, l'addetto alla sicurezza-ingressi-permessi ci lascia passare dopo la semplice verifica della mia targa e ci augura "BUON LAVORO".
Breve ricognizione per illustrare a Maurizio il da farsi e alle 17 torniamo alla porta cargo per dare il permesso di ingresso ad Andrea e Paolo, appena arrivati col maxy-van col resto dei quintali di attrezzatura. Altra ricognizione, panino, caffè e siamo pronti per la battaglia.
Scarichiamo e cominciamo a lavorare appena gli ultimi visitatori ritardatari hanno lasciato i padiglioni.
In un silenzio quasi irreale rispetto a qualche ora prima, rimaniamo in compagnia di altri colleghi che come noi sono indaffarati nei loro spazi e delle guardie armate del servizio di vigilanza notturno. Tutto sembra procedere liscio e bene, lavoro nel mio set e giro per controllare che tutto proceda come dovuto negli altri 2.
Alle 22,30 il primo cliente è accontentato, il secondo in via di ultimazione e il terzo a ¾ del lavoro. Ho illuminato le ultime due cucine da scattare, controllando il lavoro con la mia Canon...tutto bene, aspetto che Andrea finisca e mi porti il dorso. Sollecito gli altri per telefono, visto che le 23 sono vicine, ma Paolo mi tranquillizza perché le guardie gli hanno detto che: "Potete tranquillamente andarvene quando avrete finito" Comunque c'è solo da mettere sul cavalletto il dorso, inquadrare e...BUIO TOTALE!!!!!!!!
Alle 23,10 scarse il padiglione 24 precipita nell'oscurità, solo lo schermo del mio pc manda una flebile luce che mi permette di muovermi all'interno dello stand ed uscire per capire cosa stia succedendo alla luce delle lampade di emergenza.
Avviso Andrea di accelerare, visto che la presunta ora del fatidico distacco della forza motrice sembra essere arrivata. Paolo sta parlando con gli addetti alla sicurezza che gli avevano detto che potevamo tranquillamente finire che chiamano l'elettricista di turno che dopo qualche minuto arriva.
Il Tizio, ciclomunito, (non aveva gli sci...) si mostra subito arrogante, cosa che io cerco di contrastare con tutta la calma che chiunque mi conosce sa essere mia dote principale. Ma dopo quasi 40 minuti di inutili suppliche, preghiere e appelli alla comprensione di chi sta lì a lavorare verso altri che vengono da 450km di distanza con montagne di attrezzature per, guarda un po', lavorare, perdo un briciolo della mia calma e con parole meno educate di queste, cerco di fargli capire che la sua testardaggine nel non concederci un quarto d'ora di elettricità (che avrei formalizzato la mattina successiva al SATE per l'addebito al cliente), per noi significava portare a casa un lavoro incompleto, che il cliente ovviamente non avrebbe pagato, ma non solo, col rischio che il cliente, scontento del servizio, lo perdessi definitivamente.
Non c'è stato nulla da fare...45 minuti di lite, evitabili con 15 di corrente. Se al ristorante a prezzo fisso è compreso un bicchiere d'acqua e ne chiedo un altro mica me lo negano!!! Me lo fanno pagare magari quanto tutto il pranzo ma me lo danno. Piuttosto che "morire di sete", pagherei volentieri più del valore reale (e già 100 € all'ora per 3kw di corrente non mi sembrano pochi!!!)
In sostanza rimaniamo soli con i 3 agenti della Security, costernati anche loro dal comportamento del Tizio e vagliamo le varie possibili soluzioni. La prima che ci viene spontanea è smontare e caricare tutto ciò che non serviva più e rimanere all'interno del padiglione e scattare non appena fosse tornata la luce la mattina successiva e togliere le tende subito dopo, ma le guardie ci hanno categoricamente escluso che fosse possibile.
L'altra, unica possibile, lasciare nel ripostiglio del cliente solo l'occorrente per finire il giorno dopo il lavoro. E questo abbiamo fatto, ma c'era la possibilità per uno solamente di restare visto che non eravamo riusciti a trovare un albergo libero fino a Piacenza.
La scelta è stata quasi obbligata, visto che per stare a discutere col Tizio avevamo oltrepassato la mezzanotte e quindi l'auto di Paolo era prigioniera del parcheggio esterno della fiera.
Alle 3, dopo aver liberato lo stand e caricato il Van di Andrea, partiamo diretti Andrea e Maurizio a casa, io e Paolo a Corbetta dove ci saremmo "accampati" in attesa delle 7, ora in cui siamo ripartiti alla volta della fiera, con l'incognita di quello che ci avrebbe aspettato.
L'unica certezza, l'ennesima coda senzasoluzionedicontinuità che ci ha consentito di essere al parcheggio dell'ingresso Ovest alle 8,52. Prime informazioni e ci dicono che dobbiamo andare direttamente al SATE, porta EST (dall'altro capo dell'isola) senza ripassare dal C.S.C.
Vado alla cassa del parcheggio col biglietto alle 9,12... 10,00€ PREGO PAGARE scrive il display. Giro lo sguardo verso l'addetto ATAC presente sotto la pensilina che mi dice "I soldi vanno inseriti nella fessura di fianco" scandendo come fossi un Esquimese che non poteva capire la lingua "Lo so -dico io- ma 10 euro per 20 minuti di sosta non le sembrano un po' troppi???!!!???" E lui "Non è previsto che uno si fermi 20 minuti in fiera -replica lui-, da 0 a 4 ore costa 10 euri"
"E non è previsto neanche che uno possa sbagliarsi parcheggio? Nell'operosa Milano tutto fila così liscio? Il tempo costa così caro? E allora io a chi mando il conto per le 7 ore e mezza che ho passato in coda per la strada?" Ovviamente è una lotta tra poveri per il tozzo di pane...non è a lui che dico queste cose, ma a chi ci vuol far credere che questo sistema di vita non solo è l'unico possibile, ma è anche giusto e bello.
Con queste considerazioni mi dirigo verso la zona EST con la consapevolezza che avrei dovuto pagare altri 10,00€ per altri 20 minuti di sosta.
Tentiamo di capire come arrivare al SATE chiedendo informazioni alle varie reception, fino ad arrivare all'ultimo varco dove un controllore ci blocca dicendo che non possiamo accedere a quella zona senza biglietto............??????????cioè????????? dovrei pagare il biglietto per andare all'ufficio dove si richiedono i permessi per accedere liberamente in fiera? Devo pagare il biglietto per andare a chiedere di non pagare il biglietto? Ma siamo sicuri che io da 3 giorni non sono su candid camera????? Alla fine, esibendo per l'ennesima volta i permessi del giorno precedente, spiegando per l'ennesima volta l'accaduto, l'addetto si impietosisce e ci fa passare.
15 minuti dopo siamo già di nuovo diretti verso l'auto che avevo parcheggiato vicino a quella di Paolo ferma lì dal giorno precedente. Andiamo alla cassa, io pago i miei 10 per i soliti 20 minuti poco più, lui 15 per quasi un giorno intero...va beh, lasciamo perdere.
Arrivati alle auto (piano terra, unica cassa al secondo piano), cerco il permesso per tenerlo a portata di mano...e il permesso non lo trovo. Svuoto la mia borsa, mi "perquisisco" a fondo...niente!!! Rifacciamo la strada all'indietro, io per le scale dove siamo scesi, Paolo per l'ascensore col quale siamo saliti e...era lì. Via prima che il tagliando di uscita scada e ci tocchi pagare di nuovo la sosta.
Finalmente arriviamo alla porta del padiglione, spieghiamo l'accaduto al cliente che, storcendo un po' la bocca ci lascia concludere il nostro lavoro che, dovendo illuminare da capo, a fronte del quarto d'ora che avremmo impiegato la sera prima, con i visitatori che "disturbavano" e ai quali arrecavamo disturbo, abbiamo impiegato circa 2 ore.
Ma alla fine, bene o male, nonostante tutto il lavoro l'abbiamo portato a casa.
Questo è quello che conta. Ma certo Milano non mi porta bene...ogni volta che vado a lavorarci qualche problemino lo incontro sempre, come quella volta alla Scala che ha del comico...e magari prima o poi vi racconterò ;-)
La famosa e famigerata fiera di Rho-MI...dal mio telefonino :-)



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Luca