venerdì 20 novembre 2009

...professione 2.0...

Ed eccoci qua dunque... 1 gennaio 1999, partita IVA e comincia la mia nuova vita. In realtà per il primo anno poco cambiò, perché per diversi motivi continuai ancora ad essere in forze allo studio:

-Essenzialmente fu perché mi venne chiesto di formare la mia “successione”, cioè fare in modo che Federico (l'assistente secondo fotografo) che ormai lavorava con noi da 3 o 4 anni diventasse autosufficiente, aiutato da Francesco, assunto come assistente e che Lorenzo (figlio del socio di maggioranza) prendesse le redini dello studio sul piano organizzativo/amministrativo, tutti ruoli che ricoprivo io fino a quel momento.

-E l'altro motivo fu perché decisi di attuare una linea non concorrenziale. In sostanza mi posi come collaboratore degli studi e come fotografo “porta a porta” per i clienti di arredamento. Penserete che c'è un'evidente contraddizione, ma non è così in realtà.

C'è una fetta di clientela che per diversi motivi non va in studio per fare i propri cataloghi, ma preferisce attrezzarsi in “casa” propria: vuoi per organizzazione (preparare i carichi, spedirli e mandare personale per i montaggi, per le piccole aziende è un costo economico e di energie elevato), vuoi anche per riservatezza (questo vale per aziende più grandi che presentano modelli innovativi su proprio progetto e non vogliono che la concorrenza possa vedere le loro novità prima ancora che escano sul mercato). Per farla breve, mi rivolgevo e mi rivolgo a quella clientela che non sarebbe comunque degli studi, quindi non in concorrenza. E in definitiva agli studi non fa gola quel tipo di clientela, anche qui per diversi motivi.

Lo studio stesso in genere non è “organizzato” e non ha interesse a lavorare in esterno e tento di spiegare perché: gli studi che lavorano nell'arredamento sono quasi totalmente attrezzati con luce continua, anche per ragioni di costi. Si lavora in molti set contemporaneamente, occorrono perciò decine se non centinaia di punti luce: un punto luce flash costa in media 8/10 volte tanto un punto luce continua, diciamo in media 300 contro 2500 € a pezzo. Lavorare in esterna con luce continua significa far attrezzare il cliente con linee anche fino a 20 kw e creare grandi spazi di buio totale. Lavorando a flash è invece sufficiente una minor schermatura, anche provvisoria, e una linea elettrica uguale o di poco superiore a quella casalinga.

Un'altro motivo è quello dei costi specifici del servizio: uno studio fotografico di arredamento è in realtà un'industria che ha anche decine di dipendenti, spazi enormi e investimenti sostanziosi in attrezzature. Per cui ha interesse a farlo lavorare. Esempio breve per capirci meglio: ogni mattina che lo studio apre la porta, costa milgiaia di e anche se fotografo e art buyer vanno in esterna, i falegnami allestitori vanno ugualmente in studio a lavorare, l'affitto va comunque pagato, le attrezzature e gli spazi che non lavorano hanno comunque un costo e tutto questo deve quindi essere caricato comunque sul servizio anche se fatto fuori dallo studio, per cui si ritrova spesso ad essere “fuori mercato”. Credo sia chiaro perchè quindi si preferisce che sia il cliente ad andare in studio piuttosto che il contrario

Per tornare a noi, al 1/1/99, insieme a Paolo (eccolo che ricompare, anche se in realtà non è mai sparito) ed Andrea, altro nostro collega, decidiamo di darci una forma di team, unendo forze, idee e attrezzature per i grossi lavori di arredamento ma mantenendo la propria autonomia e la propria clientela negli altri settori. Abbiamo acquistato tutti attrezzature della stessa marca, compatibili, integrabili e intercambiabili, così da riuscire a far fronte a lavori di qualsiasi dimensione, spendendo ognuno una cifra ragionevole. Organizzativamente, il fatto di essere in 3 tutti allo stesso livello di esperienza, ci da modo di non rinunciare ai propri lavori. Un catalogo di arredamento può richiedere anche mesi di impegno pressoché costante, per cui gestendolo normalmente in 2, uno è libero di curare i propri impegni o di sostituire per qualche giorno uno degli altri qualora avesse un impegno urgente durante la lavorazione del catalogo.

Questo, unito alla ventennale esperienza di ognuno nel settore, alla completezza dell'attrezzatura e all'offerta di consulenza che parte già da come creare lo spazio giusto per lavorare nella maniera più funzionale ed economica, fa si che la qualità che offriamo sia esattamente quella che si otterrebbe in studio, senza però dover pagare i costi di una struttura della quale non si usufruisce.

Questa cosa ha funzionato e funziona, speriamo che continui a funzionare. ;-)

E sperando anche di non avervi annoiato troppo con queste "spiegazioni tecniche”, per ora la chiudo qui e vi rimando a presto per raccontare invece qualche aneddoto divertente di questa fase della mia professione.

Infine, per darvi un'idea di che livello debba essere la quantità di attrezzature necessaria da portarsi “a spasso”, pubblico la foto della “brochure” che facemmo tempo fa per pubblicizzare la nostra iniziativa. Il bello è che è tutto smontabile e leggero, trasportabile in genere comodamente in una, max 2 auto.


In mezzo alla lunga fila di attrezzatura ci sono 3 omini...il primo sono io, il secondo Andrea, il terzo (seduto sui bauli) Paolo ;-)


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Luca